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Il palazzo dei Conti dominava il Gianicolo come un faro di marmo e arroganza. Stasera, la terrazza panoramica

Il rumore della pioggia tamburellava contro i vetri quando Ekaterina posò a terra la valigia fradicia

La voce della piccola Laura squarciò la sala del Grand Hotel Plaza con una lama limpida e infantile

Nella cucina industriale del Grand Hotel Parker's, tra il vapore delle pentole e l’odore di zafferano

La bambina non avrebbe mai dovuto superare i cordoni di velluto rosso. Non all’ingresso del ballo d’inverno

Un ultimo momento di tenerezza prima della cerimonia. Invece, trovò la porta socchiusa. E attraverso

— Che roba è questa? Tutto qui? — chiese Olga con tono indignato, sbirciando dentro la pentola.

— Mia madre arriverà stasera. Per sempre. Ne ho già parlato con lei. Chiara sollevò lo sguardo dal computer.

Il gatto se ne stava sul davanzale a fissare il cortile, dove due piccioni si contendevano un pezzo di

Quella sera, l’atrio del Grand Hotel Aurora non mi aveva mai accolto, anche se era casa mia.










