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Tenevo già la cinghia in mano, il moschettone agganciato al collare di Rocco. Il cane camminava bene

Il cellulare vibrava per la terza volta nel giro di un’ora, camminando da solo sul bordo del bancone

La frase esatta di mia figlia Elena fu: «Mamma, non possiamo organizzare ogni cosa pensando sempre a te».

Un martedì di ottobre Piero, dal bancone del bar, mi ha messo davanti il resto del caffè e ha detto

Quarantadue anni. Non quaranta: quarantadue. Lucrezia li contava di nascosto, la sera, quando Oreste

Quella sera, prima della cena della domenica, ho piegato i reggiseni in modo diverso. Non per abitudine.

Mi sono girata verso la porta del salone quando è calato il buio. Solo le lucine intorno alle finestre

Invece sullo schermo è apparso il mio sedere mentre cercavo gli occhiali da vista in cucina.

Era un martedì di novembre, e la nebbia si infilava tra i cancelli della villa quando Vittorio Lanza

La carta da forno si era incollata alla teglia. Marta la staccò con un gesto secco, poi appallottolò










