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Era un sabato di metà novembre, di quelli in cui l’aria sa già di castagne e il cielo su Torino si abbassa

«Federico, devi passare subito da me. Ho una cosa per te. Anzi, per la bambina. Ma devo dartela ora

Ero ferma dietro il pesante tendone di velluto, con il cuore che mi martellava nelle tempie.

— Domani arrivano gli operai per il cappotto termico. Impalcatura, ponteggi, polvere ovunque.

La vibrazione del telefono sul tavolo di marmo interruppe il silenzio. Non era più il ronzio aggressivo

La sua voce era stranamente calma. Di quella calma innaturale che ti gela il sangue prima ancora di capire perché.

Non fu il sì a spaventarla. Fu il suo sguardo Anna si svegliò di soprassalto alle quattro e undici del mattino.

Quando mia madre, Anna, ricevette l'invito a cena da Donatella, la madre del mio fidanzato Riccardo

Laura chiuse la serranda del panificio che quasi si ribellava, come ogni sera. Le undici passate, piazza

La burrasca si era abbattuta sulla campagna umbra già dal pomeriggio, e alle dieci di sera Elena aveva










